I profondi cambiamenti tecnologici, climatici, socioeconomici insieme all’incertezza geopolitica, alla diffusione dell’IA, all’affermarsi di grandi gruppi multinazionali ad altissima capitalizzazione, alla polarizzazione di ricchezza/povertà, che impatti hanno sulle imprese – soprattutto quelle di piccole dimensioni – che si trovano ad affrontare quotidianamente difficoltà crescenti?

In scenari mutevoli, complessi e incerti, diventa sempre più difficile individuare punti di riferimento affidabili su cui costruire strategie e compiere scelte di medio-lungo periodo.

Si palesa il rischio di trovarsi nella condizione della “rana bollita” di Noam Chomsky. L’esito è noto: immersa in una pentola d’acqua fredda, la rana si adatta gradualmente all’aumento della temperatura senza accorgersi più del pericolo fino a soccombere senza tentare di reagire.

Allora c’è da chiedersi: “i modelli culturali (strategie, conoscenze, assetti organizzativi, processi produttivi …) consolidatisi nel corso degli anni, sono tuttora validi e adeguati ad affrontare gli attuali cambiamenti epocali?”

Per orientarsi non basta “prendere atto” di ciò che accade, non basta avere una “postura” neutrale: diventa necessario interrogarsi sul proprio modo di osservare gli accadimenti, gli eventi, le situazioni, valutando i criteri che guidano la personale visione del mondo.  Deve necessariamente affinarsi il modo di interpretare i nuovi fenomeni di percepirne le dinamiche, integrando nuovi linguaggi, nuovi saperi e nuove pratiche.

La filosofia nasce come scuola di pensiero e, da millenni, studia le capacità fondamentali: visione, ragionamento, analisi critica, indagine prospettica, immaginazione e decisione ponderata. Attraverso pratiche e strumenti specifici, amplia gli spazi concettuali e aiuta ad affrontare situazioni complesse e incerte.

È proprio questa dotazione filosofica che oggi può offrire alle aziende un supporto decisivo, aiutandole a trovare nuove chiavi di lettura con cui interpretare realtà sempre più sfuggenti e concepire soluzioni innovative, che altrimenti rischierebbero di non emergere.

Bibliografia: