L’attuale contesto economico e sociale è caratterizzato da una crescente complessità: pervasività tecnologica, crisi pandemiche, criticità ambientali, interdipendenza economica, instabilità geopolitica, progressiva regionalizzazione dei mercati e polarizzazione finanziaria stanno ridefinendo le regole del gioco per le imprese. Questi fenomeni, in continua accelerazione, rendono il futuro meno prevedibile e pongono nuove sfide ai modelli di business tradizionali. A ciò si aggiunge la produzione esponenziale di nuovi dati digitali e l’impatto dell’intelligenza artificiale con le molteplici applicazioni e impatti. Parallelamente individualismo e frammentazione delle prospettive minacciano la costruzione di un senso condiviso del fare impresa e aumentano il rischio di visioni imprenditoriali a breve termine.

Sorge quindi la domanda: i modelli culturali (strategie, conoscenze, assetti organizzativi …) consolidatisi nel corso degli anni, sono tuttora validi e adeguati ad affrontare gli attuali cambiamenti epocali? Quanto è presente per le imprese il rischio di trovarsi nella condizione della “rana bollita” di Noam Chomsky? Immersa in una pentola d’acqua fredda, si adatta gradualmente all’aumento della temperatura fino a non accorgersi più del pericolo e finire per soccombere senza tentare di reagire.

I promotori: DiLeF (Dipartimento di Lettere e Filosofia) UniFi; CenTraTec (Centro Trasferimento Tecnologico) CNR – Area Ricerca Firenze ed Eurosportello, hanno avviato una collaborazione per focalizzare i riferimenti teorici e pratici più adatti a elaborare e sperimentare nuovi modelli culturali funzionali ad affrontare contesti complessi e instabili e favorire processi trasformativi a livello individuale e organizzativo.

Il progetto, rivolto a titolari e a manager di impresa o aspiranti tali, utilizza la dotazione di indagine filosofica per uscire dalle consuete prospettive esplorandone nuove con strumenti di lettura critica del presente che aiutano a elaborare strategie per affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e capacità di innovazione.

L’adeguamento ai nuovi scenari infatti non si limita alla trasformazione tecnologica e digitale, ma richiede l’evoluzione della consapevolezza individuale e organizzativa. Le competenze manageriali del futuro non si basano più solo sul saper fare, ma anche sul saper essere riportando al centro le persone nella loro interezza. Il progetto intende:

  • Creare spazi di indagine, esplorazione e confronto per ripensare il senso del fare impresa.
  • Stimolare una visione prospettica che integri gli attuali cambiamenti nelle strategie aziendali.
  • Favorire nuovi assetti organizzativi in cui le persone siano riconosciute come portatrici di valore, autonomia, consapevolezza e responsabilità.
  • Stimolare la partecipazione attiva ed emotiva per generare nuove energie, idee e strategie.

Attraverso questi percorsi sperimentali realizzati attraverso eventi formativi, percorsi aziendali e cicli di incontri dedicati, i promotori intendono stimolare nei decisori aziendali:

  • L’acquisizione di nuovi modelli culturali maggiormente funzionali ad affrontare il cambiamento
  • L’elaborazione di una visione strategica che vada oltre il contingente
  • La ricostruzione delle identità individuali e aziendali
  • La gestire del passaggio generazionale in una cornice di senso condiviso